Mondo: il rientro di Toth

26 Ottobre 2020

Marcia in copertina, con il campione olimpico dei 50 km che torna a graffiare in 3h41:15, e il primato d'Asia per il giapponese Ikeda sui 5000 metri.

 
di Marco Buccellato

E' nella "sua" Dudince che Matej Toth ha ritrovato condizione e smalto per il 3h41:15 di sabato scorso, miglior prestazione mondiale 2020 sulla distanza più lunga del programma olimpico. L'oro olimpico di Rio e iridato a Pechino 2015 ha stravinto la 39esima edizione del tradizionale EA Permit di marcia, collocato in calendario quest'anno in autunno, sette mesi dopo l'agenda originale (21 marzo). La missione di Toth, l'ottenimento dello standard olimpico, è andata a buon fine con un gran risultato, settima prestazione della carriera. Proprio a Dudince, nel 2015, risale il personale di Toth (3h34:38, terzo crono all-time sulla distanza). Standard centrato anche dal polacco Augustyn (3h47:42), dal primatista sudamericano ed ecuadoriano Chocho (3h48:57), e dal tedesco Junghans (3h49:45). Per Toth anche il miglior crono dell'anno all'intermedio dei 30 km in 2h13:34.

IKEDA AL RECORD ASIATICO - Ancora marcia per un meritato primo piano. A Sakura, poco distante dalla più nota Chiba, il 22enne Koki Ikeda, oro mondiale universitario dei 20 km (a Napoli 2019) e sesto ai campionati mondiali di Doha, ha coperto la distanza dei 5000 metri in 18:20.14, mondiale stagionale, record asiatico senior e Under 23 (nonché world best U23) e quarta prestazione di sempre, dopo quelle del tunisino Ghoula (18:05.49), del polacco più volte oro olimpico, mondiale e europeo Korzeniowski (18:17.22) e del francese primatista mondiale dei 50 km Diniz (18:18.01). Gran crono anche per i due migliori piazzati, Yuta Koga (18:26.70, ora quinto di sempre sulla distanza) e Masatora Kawano (18:28.26, settimo all-time). A quasi un minuto del record asiatico (20:34.76 della cinese Liu Hong), la vincitrice dei 5000 donne Kumiko Okada in 21:33.22,

IN PISTA AD EST- Ancora dal Giappone, attività intensa. Tra i migliori risultati dell'ultima tornata, un 5000 metri a Konosu vinto dal keniano Justus Soget in 13:15.83, e il Memorial Michitaka di Osaka, dove si sono espressi a buoni livelli gli ostacolisti Takayama (13.49 sui 110hs) e Oda (49.79 sugli ostacoli bassi), il giavellottista Arai (81,73) e a sorpresa l'altista Fujita, salito a 2,28 di fronte al favorito Shinno, 2,31 quest'anno, arresosi dopo i 2,22. Dal Medio Oriente, primato nazionale eguagliato dall'iraniano campione mondiale militare Mehdi Pirjahan sui 400 ostacoli in 49.33, nona prestazione mondiale stagionale di un'annata che conta uno specialista invincibile (Warholm) e solo altri due ostacolisti sotto i 49 secondi.

A SCUOLA DA RÖHLER - Dal giavellotto uomini anche l'acuto dell'australiano 21enne Cameron McEntyre, al primo lancio in carriera oltre gli 80 metri, con 81,51, una prestazione tecnica che mancava in Australia da molto tempo. Sempre dall'area giavellotto, nuovo compagno di allenamento per il campione olimpico Thomas Röhler: è il bulgaro Mark Slavov, cresciuto quest'anno a 83,40 in occasione dei campionati dei Balcani. 

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Thomas Röhler (foto archivio Colombo/FIDAL)


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